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Questo articolo è stato inizialmente pubblicato su Il Sole 24 Ore . Leggi l'articolo originale qui.

Il Covid19 sta cambiando anche le tendenze del cosiddetto Private insurance, contratti assicurativi milionari messi a punto da imprenditori, Pmi e clienti private principalmente per realizzare la propria pianificazione successoria o segregare quote di patrimonio per mettere in sicurezza le esigenze della famiglia e di tutti i suoi componenti. Anche nel caso di un’evoluzione non favorevole dell’azienda.

Si stravolgono anche le modalità di approccio: dalle prestigiose sedi di rappresentanza si passa al web con procedure di firma digitale. Anche se normalmente si tratta di importi oltre il milione , vista la situazione sanitaria, è stato previsto l’esonero alla visita medica per le coperture caso morte. Lo spiega Stefano Carpi, branch manager Italy di Lombard International assurance, gruppo lussemburghese leader nel settore partecipato dal gruppo Blackstone che opera in 20 mercati con un team globale di oltre 500 persone.

Come sta cambiando il mercato in questa fase di pandemia? Avete avuto riscatti?

Non particolarmente. Inizialmente c’è stato sicuramente un rallentamento dell’attività, originato anche dal fermo di tutto il settore bancario con cui noi collaboriamo. Dopo le prime settimane invece le richieste di consulenza sono aumentate. I rischi legati alla salute e l’incertezza, a tutti i livelli, creata dal virus hanno indotto molti imprenditori e professionisti, forzati al riposo dal lockdown, a fare delle riflessioni, anche di natura successoria che, quando si è oberati dal lavoro, vengono rimandate.

Il vostro modello di business si basa su strumenti unit linked molto personalizzati, ma più legati agli andamenti dei mercati, come mitigare il rischio?

Noi nasciamo come player specializzato in unit linked e da 29 anni facciamo solo questo. Abbiamo tuttavia delle soluzioni per proteggere dalle crisi di mercato i clienti (normalmente investiti nel lungo periodo). L’opzione Wealth Life Cover offre la possibilità di garantire ai beneficiari in caso di decesso dell’assicurato almeno il 101% dei premi netti investiti. Per facilitare l’adesione, nonostante si tratti di contratti che vanno anche oltre il milione, abbiamo previsto per i clienti dai 16 ai 74 anni di età, la possibilità di evitare gli esami medici di solito previsti per appurare lo stato di salute dell’assicurato. Il cliente che deve solo compilare e firmare due questionari.

E dal lato degli investimenti cosa sta cambiando?

In effetti non abbiamo mai avuto tanti cambi di strategia come nel mese di marzo. Si è passati da posizioni di rischio alla difesa. Poi si sono impostate strategie per sfruttare il recupero. Oltre che sulle Borse, gli occhi sono puntati sul private equity e sul private debt. Si tratta di settori poco correllati alle altre asset class tradizionali dove ci sono situazioni distressed di mercato che offrono buone opportunità.

Nel private debt si stimano tassi di default sul mercato Usa nell’ordine del 15%. Non c’è troppo rischio?

Come sempre durante le crisi si creano anche grandi opportunità. Bisogna affidarsi però a professionisti del settore e per questo stiamo cercando di realizzare un accordo con DeA Capital Alternative Funds e siamo arrivati alla fase finale del confronto.

Un momento come questo crea nel private equity (soprattutto nel mercato secondario e nel filone distressed for control) opportunità di acquisto molto interessanti. Strategie di carattere molto semplice danno oggi la possibilità di comprare o investire da altri fondi liquidati perché giunti a fine mandato (con sconti anche del 30%- 40%) o che consentono di comprare posizioni debitorie pesantemente che possono portare al controllo successivo dell’azienda.